Rottamazione quinquies delle cartelle: cosa cambia e quando conviene aderire
La Legge di bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha introdotto una nuova definizione agevolata dei debiti iscritti a ruolo, comunemente chiamata “rottamazione quinquies”.
Come nelle precedenti edizioni della sanatoria, il contribuente può estinguere i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione pagando solo la quota capitale, senza sanzioni e senza interessi di mora.
Tuttavia, rispetto alle precedenti rottamazioni, la nuova disciplina presenta differenze molto rilevanti, sia per quanto riguarda i debiti che possono essere sanati sia per le modalità di pagamento.
Vediamo quindi quali debiti possono essere rottamati, quali sono esclusi e quali sono le principali differenze rispetto alla precedente rottamazione quater.
Quali debiti possono essere rottamati
La nuova definizione agevolata riguarda solo alcuni tipi di carichi affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023.
In particolare rientrano nella rottamazione quinquies:
1. Debiti derivanti dai controlli automatici delle dichiarazioni
controlli ex art. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973
controlli IVA ex art. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972
Si tratta quindi, nella maggior parte dei casi, di somme derivanti da omessi o insufficienti versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali.
2. Contributi previdenziali INPS non versati
purché non derivanti da accertamenti ispettivi.
3. Multe stradali elevate da amministrazioni statali
in questo caso vengono eliminati interessi e maggiorazioni.
Quali debiti NON possono essere rottamati
La nuova sanatoria è molto più limitata rispetto alle precedenti.
Sono esclusi, tra gli altri:
accertamenti fiscali ordinari
accertamenti esecutivi dell’Agenzia delle Entrate
atti di recupero crediti d’imposta
imposte indirette sui trasferimenti (es. registro)
tributi locali (IMU, TARI ecc.), salvo eventuali definizioni decise dai singoli enti locali
multe elevate dalla polizia municipale.
Proprio per questo motivo molti commentatori hanno definito la nuova sanatoria una “rottamazione per pochi”, in quanto riguarda solo categorie limitate di debiti.
Il bollo auto rientra nella rottamazione quinquies?
Una domanda frequente riguarda il bollo auto non pagato e la possibilità di includerlo nella nuova rottamazione delle cartelle.
In linea generale, il bollo auto non rientra nella rottamazione quinquies prevista dalla legge di bilancio 2026, perché si tratta di un tributo regionale. La definizione agevolata introdotta dallo Stato riguarda infatti solo alcune categorie di debiti iscritti a ruolo, tra cui quelli derivanti dai controlli automatici delle dichiarazioni fiscali, i contributi previdenziali INPS non versati e le multe stradali elevate da amministrazioni statali.
I tributi locali o regionali, come il bollo auto, restano invece esclusi dalla sanatoria statale.
Occorre tuttavia considerare che la legge consente agli enti territoriali (Regioni, Comuni e Province) di introdurre proprie forme di definizione agevolata dei tributi di loro competenza. In teoria, quindi, una Regione potrebbe deliberare una rottamazione regionale del bollo auto, ma si tratterebbe di una misura facoltativa e non automatica.
In pratica, chi ha debiti per bollo auto deve verificare se la Regione competente abbia introdotto o intenda introdurre una propria definizione agevolata, perché tali debiti non possono essere inseriti nella rottamazione quinquies prevista dalla normativa statale.
Quanto si paga con la rottamazione quinquies
Come nelle precedenti definizioni agevolate, il contribuente deve versare:
la quota capitale del debito
le spese di notifica
eventuali spese di procedure esecutive
Non devono invece essere pagati:
sanzioni
interessi iscritti a ruolo
interessi di mora
aggio della riscossione.
Rateizzazione: fino a 9 anni
Una delle principali novità riguarda il piano dei pagamenti.
Il debito può essere pagato:
in un’unica soluzione
oppure in fino a 54 rate bimestrali (circa 9 anni).
Le rate sono tutte di pari importo e sulle rate successive alla prima sono dovuti interessi del 3% annuo.
La prima rata scade 31 luglio 2026.
Differenze rispetto alla rottamazione quater
La nuova rottamazione presenta alcune differenze importanti rispetto alla precedente.
1. Ambito molto più limitato
La rottamazione quater consentiva di definire quasi tutti i debiti iscritti a ruolo con alcune eccezioni.
La quinquies, invece, riguarda solo specifiche categorie di carichi, principalmente derivanti da controlli automatici delle dichiarazioni.
2. Rateizzazione più lunga
Rottamazione quater: massimo 18 rate
Rottamazione quinquies: fino a 54 rate bimestrali.
Questo significa che il pagamento può essere dilazionato fino al 2035.
3. Niente maxi rate iniziali
Nella rottamazione quater erano previste due rate iniziali pari al 10% ciascuna del debito.
La nuova rottamazione prevede invece rate tutte uguali, rendendo più sostenibile l’accesso alla sanatoria.
4. Regole più severe sulla decadenza
Nella rottamazione quinquies:
non è prevista la tolleranza di 5 giorni nel pagamento
si decade se non si pagano due rate (anche non consecutive) oppure l’ultima rata del piano.
Si può aderire alla rottamazione quinquies se si è decaduti dalla precedente?
In molti casi sì.
La legge consente l’accesso alla nuova rottamazione anche per debiti:
già oggetto di precedenti rottamazioni
oppure inclusi in piani di rateizzazione decaduti.
Tuttavia esistono limiti importanti.
Decadenza dalla rottamazione quater
È possibile accedere alla nuova sanatoria solo per i contribuenti che erano già decaduti dalla rottamazione quater entro il 30 settembre 2025.
Chi ha continuato a pagare regolarmente la rottamazione quater non può trasferire il debito nella quinquies.
Si può aderire se è in corso una rateazione ordinaria?
Sì.
La rottamazione può riguardare anche debiti:
già oggetto di rateazione
oppure sospesi o oggetto di altre procedure agevolative decadute.
Con la presentazione della domanda:
vengono sospese le procedure esecutive
non possono essere avviati nuovi pignoramenti o fermi amministrativi
il contribuente non è considerato moroso ai fini del DURC.
Attenzione alla decadenza dalla rottamazione
La nuova disciplina è particolarmente severa.
Se il contribuente decade dalla rottamazione:
il debito originario torna integralmente dovuto, con sanzioni e interessi
non è più possibile chiedere una nuova rateizzazione ordinaria.
Per questo motivo è importante valutare con attenzione la sostenibilità del piano prima di aderire.
Quando conviene valutare la rottamazione
La definizione agevolata può essere utile soprattutto nei casi di:
debiti derivanti da controlli automatici delle dichiarazioni
cartelle relative a contributi INPS non versati
piani di rateazione ormai difficili da sostenere
precedenti rottamazioni decadute.
Prima di presentare la domanda è comunque opportuno verificare con attenzione la natura dei carichi iscritti a ruolo e la reale convenienza della definizione.
